Il Parco delle Foreste Casentinesi Smentisce Voci su Nuove Dighe e Chiarisce il Regolamento

Instructions

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in risposta alle accese discussioni sollevate dal capitolo 9 della bozza del nuovo regolamento sul 'Regime delle Acque', ha deciso di intervenire con fermezza per smentire le accuse di voler favorire la costruzione di nuove dighe. La presidente facente funzione, Claudia Mazzoli, ha categoricamente escluso la possibilità di nuove opere di sbarramento, sottolineando che il documento in questione riguarda esclusivamente derivazioni idriche prive di accumulo. Questa presa di posizione mira a ristabilire la verità dei fatti e a placare gli allarmismi ingiustificati che hanno circolato, invitando tutti a un dialogo costruttivo e basato su dati concreti.

Le polemiche erano state alimentate dalle interpretazioni sull'articolo 48 della bozza, che alcuni, tra cui l'ex presidente Enzo Valbonesi, ritenevano potesse aprire la strada a nuove grandi derivazioni idriche. Il Parco ha però chiarito che tali preoccupazioni sono infondate, accusando i detrattori di aver diffuso informazioni 'catastrofiche' e 'prive di fondamento'. L'ente ha anche espresso sconcerto per la modalità con cui la protesta è stata gestita, preferendo i canali mediatici ai percorsi istituzionali di confronto già attivi. Si sottolinea l'importanza della partecipazione agli incontri pubblici e online, organizzati proprio per accogliere osservazioni e proposte prima della stesura definitiva del regolamento.

Chiarimenti sulle Normative del Parco e il 'Regime delle Acque'

La presidenza del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha fermamente respinto le illazioni e le critiche relative all'implementazione di nuove infrastrutture idrauliche sul suo territorio. In un comunicato ufficiale, si è enfatizzato come il capitolo 9 della bozza del regolamento, dedicato al 'Regime delle Acque', sia stato mal interpretato, generando una serie di 'informazioni false e catastrofiche'. L'articolo 48, fulcro della controversia, è stato esplicitamente definito come un riferimento esclusivo a sistemi di captazione idrica che non prevedono alcun tipo di accumulo, quindi escludendo inequivocabilmente la realizzazione di dighe o altri bacini artificiali. Queste precisazioni mirano a dissipare ogni dubbio, evidenziando come le speculazioni su nuove grandi derivazioni, in particolare nel Bidente di Pietrapazza, siano del tutto prive di fondamento. La presidente Mazzoli ha anche espresso rammarico per la scelta di alcune associazioni e singoli di non partecipare alle consultazioni pubbliche organizzate dall'Ente, preferendo diffondere allarmismi attraverso altri canali, nonostante la disponibilità a un confronto trasparente e istituzionale.

La controversia sul nuovo regolamento ha scatenato un dibattito acceso, con l'ex presidente Valbonesi che, attraverso una lettera aperta, aveva sollevato preoccupazioni riguardo possibili 'grandi derivazioni idriche'. Tuttavia, l'attuale gestione del Parco ha ribadito la sua adesione scrupolosa alla legislazione nazionale vigente (Legge Quadro n. 394/91) e al Piano del Parco, garantendo che qualsiasi intervento futuro sarà rigorosamente limitato all'adeguamento, potenziamento o integrazione di sistemi idrici già esistenti, e solo se destinati all'uso potabile, previa una valutazione di compatibilità ambientale. La presidente Mazzoli ha inoltre assicurato che ogni eventuale progetto rispetterà i vincoli sul Deflusso Ecologico, uno strumento fondamentale per la tutela ambientale. Il Parco ha ribadito l'importanza di un'informazione corretta e della trasparenza del processo amministrativo, invitando la comunità a partecipare attivamente e costruttivamente agli incontri programmati, al fine di contribuire alla definizione di uno strumento normativo cruciale per il futuro dell'area protetta e per scongiurare la diffusione di notizie ingiustificate che potrebbero minare l'immagine e l'integrità dell'Ente.

Regolamento Rigoroso e Trasparenza nel Parco Nazionale

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha ribadito che il suo nuovo regolamento si conforma pienamente alla legislazione nazionale, in particolare alla Legge Quadro sulle aree protette (n. 394/91) e alle direttive del Piano del Parco. Qualsiasi modifica o implementazione relativa alle infrastrutture idriche sarà strettamente limitata all'ottimizzazione o all'ampliamento di sistemi preesistenti, con un focus esclusivo sull'approvvigionamento di acqua potabile. È fondamentale sottolineare che ogni proposta di intervento sarà sottoposta a una rigorosa valutazione di compatibilità ambientale, eseguita dai tecnici dell'Ente. Questo approccio garantisce che la conservazione dell'ecosistema e la protezione delle risorse naturali rimangano le priorità assolute. La presidente Mazzoli ha specificato che tutti gli interventi dovranno rispettare il 'Deflusso Ecologico', un parametro essenziale per la salvaguardia degli ambienti acquatici, riaffermando l'impegno del Parco a tutelare l'integrità del proprio territorio e a contrastare qualsiasi disinformazione che possa generare allarmi ingiustificati tra i residenti e le comunità locali.

La dichiarazione finale della presidente sottolinea l'importanza di un dialogo costruttivo, fondato su fatti e documenti ufficiali. Il Parco ha manifestato la sua intenzione di difendere strenuamente la propria immagine e l'accuratezza delle informazioni diffuse, specialmente di fronte a polemiche prive di fondamento scientifico, tecnico o politico. Si esorta quindi la cittadinanza a prendere parte agli incontri organizzati, sia fisicamente che online, per contribuire in modo significativo al futuro dell'area protetta. Questa partecipazione attiva è considerata essenziale per garantire che il processo decisionale sia inclusivo e trasparente. Il messaggio è chiaro: mentre il confronto è ben accetto quando basato su elementi oggettivi, la diffusione di notizie false e diffamatorie non sarà tollerata, e il Parco si riserva di agire per tutelarsi da tali azioni. L'obiettivo è consolidare una gestione del Parco che sia esemplare in termini di protezione ambientale e trasparenza amministrativa, promuovendo al contempo un forte senso di responsabilità collettiva.

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