La 23ª edizione dell'Asian Film Festival si è conclusa con il trionfo di 'Girl', pellicola diretta dall'esordiente Shu Qi, acclamata attrice taiwanese. Il film, presentato in concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia, ha ottenuto il riconoscimento come Miglior Film, segnando un importante successo per la rassegna cinematografica che da oltre due decenni porta a Roma le eccellenze del cinema asiatico contemporaneo. L'evento ha offerto una vetrina diversificata di opere, rafforzando i legami culturali e l'interesse del pubblico italiano verso le produzioni cinematografiche dell'Asia.
La manifestazione romana, tenutasi al Cinema Farnese, ha visto la partecipazione di numerose opere provenienti da un vasto panorama geografico che include Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan. Il direttore del festival, Antonio Termenini, ha espresso grande soddisfazione per l'esito dell'edizione, evidenziando il successo di 'Girl' e le proficue collaborazioni con ambasciate e istituti culturali. Un momento significativo è stata la presenza del regista giapponese Fukada Koji, che durante il festival ha ricevuto la notizia della sua partecipazione al prossimo Festival di Cannes, sottolineando l'importanza e la risonanza internazionale dell'evento romano.
L'edizione del 2026 ha proposto un programma intenso e variegato, con 36 lungometraggi suddivisi tra 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers e 9 fuori concorso, affiancati da 10 cortometraggi. Questa ricchezza di proposte ha permesso agli spettatori di immergersi nelle diverse espressioni artistiche e culturali del continente asiatico. Termenini ha notato come l'attrattiva del cinema asiatico per il pubblico italiano non sia solo legata alle trame cinematografiche, ma anche a un desiderio di approfondire la conoscenza di paesi meno noti, trovando similitudini e connessioni con la letteratura e altre forme d'arte occidentali.
Tra le opere che hanno lasciato il segno, il direttore ha menzionato 'Gods are watching', un film cino-malese, esprimendo la speranza di future riproiezioni. La serata di chiusura è stata arricchita dalle proiezioni di 'She Has No Name' (2024) del rinomato maestro hongkonghese Peter Chan, a cui il festival aveva già dedicato una retrospettiva, e 'The Ugly' (2025), un avvincente thriller coreano diretto da Yeon Sang-ho, che ha coronato un'edizione all'insegna della diversità e della ricerca artistica.
Il palmarès del Festival del Cinema Asiatico 2026 ha visto anche altri importanti riconoscimenti. Nella sezione Newcomers, 'Falling into silence' di Yuto Shimizu è stato premiato come miglior film, con una menzione speciale per 'Unint – Love on Trial' di Koji Fujada. Il premio per il Film più originale è stato assegnato ex aequo a 'Two Voices into an eco' di Kim Kyung-rae e a 'Siapa Dia' di Garin Nugroho. La talentuosa attrice thailandese Prapamonton Eiamchan ha ricevuto il premio come Miglior Attrice per la sua interpretazione in 'Human Resource' di Nawapol Thamrongrattanarit, mentre il premio Miglior Attore è andato al cambogiano Piseth Chhun per il suo ruolo in 'Becoming Human' di Polen Ly.
L'evento ha beneficiato della partecipazione di illustri figure internazionali, tra cui Koji Fukada, una delle voci più autorevoli del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval, riconosciuta come una delle registe più interessanti del panorama cinematografico filippino; e Lee Kwang-kuk, un talento raffinato della scena coreana attuale. La giuria, composta da Gianluca Arcopinto, Francesco Maesano e Martina Barone, ha avuto il compito di selezionare i vincitori, affiancata da tre giurie studentesche provenienti dall'Università LUMSA, dalla RUFA – Rome University of Fine Arts e dagli studenti UNINT, che hanno assegnato premi specifici per le sezioni Newcomers e cortometraggi, oltre a una menzione speciale.
L'organizzazione dell'Asian Film Festival è stata resa possibile grazie al patrocinio e al sostegno di diverse ambasciate, tra cui quelle delle Filippine, Malesia, Indonesia e Thailandia, e istituti culturali come l'Istituto Culturale Coreano e l'Istituto Giapponese di Cultura. Ulteriore supporto è stato fornito dal MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, dalla Regione Lazio e da Credem Euromobiliare PB, confermando il valore e la rilevanza culturale di questa manifestazione nel panorama cinematografico internazionale.
In sintesi, la 23ª edizione dell'Asian Film Festival di Roma ha celebrato la ricchezza e la vitalità del cinema asiatico, premiando 'Girl' di Shu Qi e offrendo al pubblico italiano una panoramica estesa e approfondita sulle produzioni cinematografiche di vari paesi, evidenziando il crescente interesse per le culture e le narrazioni provenienti dall'Oriente.