Un Viaggio di Quattro Giorni tra Le Gemme del Veneto: Da Treviso alle Cime Dolomitiche

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Il Veneto si rivela in un percorso di quattro giorni che unisce la placida bellezza di Treviso, le dolci geometrie delle Colline del Prosecco e la grandezza alpina delle Dolomiti Bellunesi. Questo viaggio non è solo una scoperta di paesaggi mozzafiato, ma anche un'immersione nelle tradizioni culinarie e nella passione per il ciclismo che anima queste terre, celebrate anche dal passaggio del Giro d'Italia. Ogni tappa è un'occasione per assaporare l'autenticità di una regione che sa sorprendere con la sua storia, i suoi sapori e la sua natura imponente, offrendo un'esperienza che va oltre il semplice turismo, toccando l'anima più profonda del territorio veneto.

L'itinerario, ispirato dal percorso della corsa rosa, conduce attraverso borghi storici e vigneti che disegnano scenari unici, fino alle vette dolomitiche, Patrimonio UNESCO. Dalle vie d'acqua di Treviso, dove il tempo sembra rallentare, alla vivacità delle cantine del Prosecco, custodi di una tradizione millenaria, per poi giungere all'atmosfera festosa di Feltre e alla maestosità silenziosa delle Dolomiti, il viaggio è un crescendo di emozioni. Ogni località offre spunti diversi, dall'arte alla gastronomia, dall'escursionismo alla degustazione di vini pregiati, permettendo di cogliere le molteplici sfaccettature di un Veneto autentico e accogliente.

Treviso e le Delizie del Palato

Treviso si presenta come il punto di partenza ideale per un'esplorazione del Veneto, lontana dal trambusto veneziano ma strategicamente posizionata per raggiungere le celebri Colline del Prosecco e le magnifiche Ville Palladiane. Con una popolazione di circa 86 mila abitanti, la città offre un'esperienza a misura d'uomo, dove la vita scorre a un ritmo più disteso. Passeggiando tra Piazza dei Signori, i canali storici e l'isola della Pescheria, si percepisce un'atmosfera di tranquillità, arricchita dai caffè dove si indulge in un espresso e dalle osterie frequentate dagli abitanti, in un contesto turistico intimo e non frenetico. La gastronomia locale è un pilastro dell'identità cittadina, con il Radicchio Rosso di Treviso protagonista di risotti e piatti tradizionali, affiancato da formaggi DOP e dalla sostanziosa sopa coada. Ma il vero emblema di Treviso è il tiramisù, un dolce leggendario che si narra sia nato in una casa di piacere locale tra il Settecento e l'Ottocento, offerto agli avventori per rinvigorirli. Questo dessert, composto da uova, zucchero, savoiardi, mascarpone, caffè e cacao amaro, ha dato origine a innumerevoli varianti, ma il suo fascino risiede nella ricetta originale, ancora oggi celebrata a Le Beccherie, il ristorante che ne rivendica la paternità. Ogni anno, la Tiramisù World Cup attira migliaia di appassionati a Treviso, trasformando la città in un palcoscenico globale per questo iconico dolce.

Lasciando il cuore di Treviso, una deviazione verso il Castello di Roncade, a circa mezz'ora d'auto, offre un'immersione in un patrimonio storico e architettonico unico. Questa villa veneta rinascimentale, circondata da mura medievali perfettamente conservate, racconta secoli di storia, dalle distruzioni del XIV secolo alle ricostruzioni volute dal patrizio veneziano Girolamo Giustinian. Oggi, sotto la guida del barone Claudio Ciani Bassetti, il castello si è aperto al pubblico come luogo di incontro enogastronomico, culturale e congressuale, perpetuando la visione del padre, Vincenzo Ciani Bassetti. La tenuta, che si estende su oltre 110 ettari di vigneti, produce vini che riflettono l'eleganza e la struttura di un terroir particolarmente vocato, offrendo ai visitatori l'opportunità di degustazioni e di soggiorni esclusivi nelle tredici camere ricavate negli edifici storici. Le visite guidate, che includono la scoperta degli ambienti della dimora e una degustazione dei vini, rappresentano un'esperienza arricchente che connette la storia, l'architettura e la tradizione vinicola del territorio. Il Castello di Roncade è un esempio vivente di come il passato possa essere integrato armoniosamente nel presente, offrendo un assaggio autentico della cultura e dell'ospitalità veneta.

Dalle Colline del Prosecco alle Vette Dolomitiche

Il viaggio prosegue verso le Colline del Prosecco, un paesaggio che si trasforma gradualmente dalla pianura in un susseguirsi di dolci pendii vitati, dichiarati Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Questo mosaico agricolo, dove vigneti disegnano trame ordinate e piccoli borghi emergono tra i filari, è il cuore della tradizione vitivinicola italiana e la patria del Prosecco, un vino la cui fama ha spesso oscurato la complessità del territorio da cui proviene. Nel luglio 2019, l'UNESCO ha riconosciuto l'importanza di questa fascia collinare che si estende da Valdobbiadene a Vittorio Veneto, un'area di transizione tra le Dolomiti e l'entroterra veneziano, dove l'interazione tra uomo e natura ha creato un paesaggio culturale unico. Con 8.674 ettari di vigneti, 3.243 famiglie di viticoltori e oltre 220 cantine, il territorio non si limita a coltivare la Glera, il vitigno principale del Prosecco, ma promuove una vera e propria cultura del vino, supportata dall'Istituto Cerletti, la prima scuola enologica d'Italia fondata a Conegliano nel 1876. La classificazione del Prosecco si articola in una piramide qualitativa, dal Prosecco DOC, prodotto in un'ampia area, all'Asolo Prosecco Superiore DOCG, fino al vertice rappresentato dal Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, con selezioni Rive e il prestigioso Superiore di Cartizze DOCG, considerato il 'Grand Cru' della denominazione.

L'immersione nella cultura del Prosecco si approfondisce con una visita all'antica cella vinaria di Casa Brunoro, a San Pietro di Barbozza, enclave del mitico Cartizze. Qui, la Confraternita di Valdobbiadene, fondata nel 1946, continua a tutelare il territorio e a promuovere la cultura enologica, con un rituale annuale che prevede l'investitura di nuovi confratelli. L'Osteria Senz'Oste, immersa tra le colline di Valdobbiadene, rappresenta un'idea di ospitalità unica, dove la fiducia è l'ingrediente principale: non ci sono camerieri né oste, ma un invito a servirsi liberamente e lasciare un contributo volontario. Questo progetto, nato da un'intuizione di Cesare De Stefani, è diventato un luogo simbolo del territorio, offrendo panorami mozzafiato sul Monte Grappa e sui vigneti circostanti. Il percorso culmina al Ca' del Poggio, una salita leggendaria per gli appassionati di ciclismo, nota come il 'Muro di Ca' del Poggio'. Qui, la diciottesima tappa del Giro d'Italia trasforma la corsa in una festa popolare, con migliaia di persone che si radunano lungo le rampe di San Pietro di Feletto per celebrare l'evento. Con la sua pendenza media del 12,3%, il Muro è un'esperienza iconica che ha visto il passaggio del Giro per ben otto volte, consolidando la sua fama nel ciclismo veneto. Successivamente, il viaggio conduce a Feltre, che si anima in occasione della 'Notte Rosa' del Giro, creando un'atmosfera festosa tra musica e bancarelle. Feltre, con il suo centro storico arroccato e le due anime, una alta e una bassa, offre un affascinante mix di storia e natura. Il Duomo di San Pietro Apostolo e Piazza Maggiore, con il Palazzo della Ragione e il Teatro de la Sena, sono testimonianze di un ricco passato. Le passeggiate nei dintorni, ispirate da Dino Buzzati, rivelano boschi e profili montani, mentre una sosta alla storica Birreria Pedavena è un rito per rilassarsi. Infine, il cuore delle Dolomiti Bellunesi si svela con paesaggi verticali, pareti di roccia e vallate profonde, teatro di epiche sfide ciclistiche come quelle sul Passo Duran, Staulanza, Giau e Falzarego. Alleghe, un grazioso borgo sulle rive dell'omonimo lago, offre un'esperienza più contemplativa, con l'itinerario delle meridiane e le possibilità di praticare sport outdoor, dallo sci allo zip line, completando un viaggio indimenticabile attraverso le diverse anime del Venet

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